Webmarketing: dalla crisi un risvolto positivo?
Leggevo stamane su IAB blog dei risultati dell'indagine condotta da Nielsen Media Research sull'andamento degli investimenti pubblicitari a Gennaio 2009.
I dati, messi a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, portano alla luce l'evidente calo di investimenti delle aziende in pubblicità vecchio stampo (nello specifico, -25,8% quotidiani a pagamento, -7,8% freepress, -30,9% radio, -21,9% affissioni, -34,2% cinema), ma allo stesso tempo la voce, in controtendenza, degli investimenti in pubblicità su internet, che nel suo complesso segna un +1,8% ed il superamento dei 40 milioni di euro; poco in confronto al costante aumento che si era registrato negli scorsi anni, ma considerando il periodo di recessione è sicuramente un buon risultato.
Alla luce di questi fatti, mi sono fatto un'opinione, forse un po' ottimista
, sulla cosa: da anni gli esperti di webmarketing cercano di far capire ad aziende grandi e piccole quanto possa essere redditizio dirottare su internet una parte del budget destinato agli investimenti pubblicitari, proprio per la possibilità di avere pubblicità mirata e a basso costo; forse la crisi, che ha messo a dura prova il portafogli di aziende anche molto grandi e che non hanno mai avuto problemi a spendere milioni di euro in pubblicità in TV e sui giornali, potrebbe far aprire gli occhi ai responsabili marketing delle grandi aziende, i quali potrebbero finalmente venire a contatto con le potenzialità dell'investimento su internet.
A tutt'oggi, la voce internet, nella totalità degli investimenti pubblicitari, rappresenta una fetta di torta molto piccola, ma spero che presto possa crescere a discapito della pubblicità tradizionale, troppo costosa e poco targettizzata.
Io sono fiducioso, ma sarei felice di conoscere l'opinione dei miei (pochi) lettori: a voi la parola 






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Comments
Personalmente la vedo come te, con ottimismo, conscio che ancora poche piccole/medie realtà imprenditoriali si affidano ad internet per promuovere i propri servizi/prodotti e chi lo fà spesso, purtroppo, pensa che sia solo una spesa complementare alla pubblicità tradizionale.
Speriamo che questi dati, facciano comprendere che il vetusto spazio pubblicitario cartaceo oramai ha fatto il suo tempo.
Ad esempio: il WAS 2009 perchè costava uno sproposito e, dunque, le aziende non son venute ma eravamo li' solo "noi"?...
Io, come voi, lotto tutti i giorni e sono ottimista perchè sto cercando di rispondere alle esigenze delle persone (clienti) senza puntare sul breve termine, ,a sul desiderio della persona...e so che questo renderà...anche se, domani, fallissi x svariate ragioni. Tiè! :) (perchè la crisi c'è veramente, almeno qui a Milano)
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Una ricerca statunitense, mi sembra del 2008, sui 30 top manager di sucecsso hanno rilevato che essi NON avevano alcuna caratteristica fisica, biologica, temperamentale o psicologica in comune...ma solo 2 cose:
1. Umilità
2. Determinazione (appena si vede una strada)
Marco
Ma quello cui ci troviamo di fronte è la barriera della diffidenza da parte di molte aziende: è necessario superare tale barriera perché si possano vedere i risultati. E tale barriera può essere superata solo attraverso una vera e propria cultura del web marketing.
Nelle intenzioni del WAS 2009 ritengo ci sia stato tale intento, anche se la non gratuità dell'evento ha scoraggiato molti possibili partecipanti.
Gloria
Il concetto di "misurabilità" introdotto da Alessandro ed il fatto che questi mezzi abbiano "ancora" un basso costo, come giustamente ricordato da Luca e da Gloria, confermano indiscutibilmen te che, specie in alcuni settori, il web può essere una valida risorsa per le aziende, e forse una risposta alla crisi.
Quello che manca è una "cultura del webmarketing", ed il caso del WAS è eclatante: bisogna portare il messaggio alle aziende, e questo tipo di eventi sono occasioni ghiottissime che non possono essere sottovalutate.
Gianluca